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Cooperazione Territoriale Europea (Interreg): una grande opportunità per le Province italiane

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L’importanza della Cooperazione Territoriale Europea
Nuove opportunità europee interessanti si prospettano per gli enti territoriali italiani nel corso del 2025 sul tema Cooperazione Territoriale Europea (altrimenti detti ‘Interreg’).

Ci si riferisce, in particolare, al programma Interreg IPA ADRION e Interreg Central Europe, strumenti che rappresentano una leva strategica per costruire progetti condivisi tra territori di diversi Paesi, affrontando insieme le sfide dello sviluppo sostenibile, dell’innovazione e della coesione.

Per le Province italiane, sempre più spesso chiamate a coordinare reti locali complesse e a promuovere visioni integrate di sviluppo locale, questi programmi offrono l’occasione di rafforzare il proprio ruolo istituzionale e progettuale a livello europeo.

 

Interreg IPA ADRION

Il programma Interreg IPA ADRION ha lanciato la sua seconda call for proposals, aperta dal 15 aprile al 30 giugno 2025. L’obiettivo è stimolare la cooperazione transnazionale tra i dieci Paesi che si affacciano sull’area adriatico-ionica, tra cui l’Italia e altri Stati membri dell’UE e dei Balcani occidentali.

Il bando sostiene progetti che promuovano l’innovazione, la transizione verde e la mobilità sostenibile.
In particolare, la call si concentra su tre assi tematici principali.

Il primo riguarda la specializzazione intelligente e l’innovazione tecnologica: qui sono finanziati progetti su digitalizzazione, intelligenza artificiale, smart specialization e sviluppo di reti e cluster.

Il secondo asse è dedicato alla resilienza climatica e ambientale, e sostiene interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici, la gestione sostenibile delle risorse naturali e la tutela della biodiversità.

Il terzo asse, infine, punta a migliorare la connettività dei territori attraverso soluzioni di mobilità a basse emissioni, trasporti intermodali e accesso alle reti TEN-T.

Per le Province italiane, il programma ADRION offre un terreno ideale di azione, sia come partner istituzionali nei progetti, sia come soggetti coordinatori di iniziative transnazionali che coinvolgano Comuni, imprese, enti di ricerca e associazioni locali. Possono candidarsi le Province delle regioni italiane ammissibili al programma, tra cui Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

 

Interreg CENTRAL EUROPE

Parallelamente, è in arrivo anche un’importante opportunità con il programma Interreg Central Europe, che il prossimo 29 settembre 2025 aprirà l’ultima call della programmazione in corso.

Questa call, a differenza delle precedenti, sarà interamente dedicata alla capitalizzazione: l’obiettivo è valorizzare e replicare soluzioni già sviluppate nei progetti europei precedenti, ampliandone la portata, integrandole nei contesti locali o estendendole ad altri territori.

Si tratta quindi di una call molto concreta, pensata per portare a terra risultati già testati, promuovendo nuove forme di collaborazione e massimizzando l’impatto delle politiche pubbliche. Il bando prevede una dotazione complessiva di 23 milioni di euro (FESR) e riguarderà tutte le priorità del programma: dall’innovazione alla digitalizzazione, dalla mobilità sostenibile alla governance.

In questo caso, le Province italiane possono candidarsi riprendendo progetti già sperimentati nei propri territori o in altri contesti europei, replicandoli su scala più ampia, adattandoli alle esigenze locali, oppure facilitandone la diffusione attraverso il coordinamento di reti territoriali.

Il 27 maggio 2025 è previsto un evento informativo online organizzato dal Segretariato del programma, utile per approfondire i dettagli tecnici e operativi della call.

 

Perché queste opportunità sono importanti per le Province italiane?
Perché rappresentano un modo concreto per rafforzare la dimensione europea dell’azione provinciale, valorizzando la capacità di governance territoriale, la prossimità con i bisogni delle comunità locali, e la funzione di coordinamento tra istituzioni, attori economici e società civile. 

Le Province hanno infatti una posizione chiave per guidare processi di trasformazione a livello locale, soprattutto nei settori dell’ambiente, della mobilità, della digitalizzazione e dell’innovazione sociale.

Partecipare a un progetto Interreg significa accedere a risorse finanziarie, ma anche a conoscenze, scambi, buone pratiche e reti europee. È un modo per formare il personale, per innovare i servizi, per rafforzare la capacità amministrativa e per sperimentare soluzioni replicabili.

Ma significa anche portare l’Europa nei territori, rafforzando la cittadinanza attiva e la legittimità delle politiche pubbliche.

Naturalmente, partecipare richiede competenze e organizzazione. È necessario costruire partenariati transnazionali, sviluppare idee solide e misurabili, co-finanziare parte dei costi. 

È questo il momento per rafforzare la presenza delle Province italiane nella cooperazione territoriale europea. Le sfide comuni – digitali, ambientali, sociali ed economiche – non si fermano ai confini regionali. E le soluzioni più efficaci nascono, sempre più spesso, dalla collaborazione tra territori che sanno lavorare insieme.

 

In sintesi

Le Province italiane si trovano oggi in una posizione strategica per presentare progetti sulle Call Interreg perché sono enti di area vasta, capaci di:
•    coordinare attori diversi su scala territoriale,
•    leggere i fabbisogni locali in chiave sistemica,
•    accompagnare processi di innovazione e transizione nei territori.

Attraverso i programmi di cooperazione, le Province possono:
•    rafforzare la loro dimensione europea,
•    accrescere le competenze del proprio personale,
•    portare risorse e innovazione nei territori,
•    valorizzare esperienze locali mettendole in rete con altri contesti europei.

Molti ambiti coperti da questi bandi attengono alle priorità delle Agende provinciali: sviluppo sostenibile, digitalizzazione, qualità dei servizi pubblici, contrasto al cambiamento climatico, partecipazione dei cittadini: un'occasione da non perdere.